Nella vita di ogni essere umano ci sono degli schemi nel proprio comportamento che tendono a ripetersi. Lo avrai notato che nella tua vita? Pensaci un istante. Se non hai notato questo fino ad ora questo articolo ti insegnerà a capire in quale di questi schemi sei imprigionato. Solo conoscendoli infatti e facendoti le giuste domande è possibile evolvere da uno schema all’altro, da un archetipo all’altro. Ogni viaggio è legittimo ma la vera evoluzione è quella di conoscerli e poter scegliere più liberamente in quale archetipo vogliamo sperimentare la vita in questo momento.

Infatti il modo in cui gli altri si comportano intorno a noi dipende anche dall’archetipo nel quale siamo noi e da quello in cui sono loro. L’approfondimento di questo tema è un ottimo spunto per riflettere su se stessi e sulla nostra comprensione degli altri. Più arriviamo a comprendere gli altri e meno li giudichiamo.

Ogni giudizio è di per se stesso una barriera che ci ostacola nel cammino per essere autentici e per ottenere il massimo dalla relazione con gli altri.

La parola archetipo deriva dal greco  e fa riferimento ad un “modello primordiale” che si può raffigurare tramite una immagine. Sono state studiate e approfondite da Carl Gustav Jung ed altri autori, per indicare i simboli innati e predeterminati dell’inconscio umano, qualcosa che è dentro di noi e che ci condiziona ad agire e a pensare in un determinato modo.

La mia convinzione è che tutti gli esseri umani passino attraverso delle fasi, degli stadi e che il superamento di uno stadio renda possibile l’accesso allo stadio seguente. Oggi ti parlerò di 5 archetipi con cui fare un viaggio, il viaggio della vita!

I 5 ARCHETIPI

I 5 archetipi che analizziamo insieme sono:

  • L’ORFANO
  • IL VIANDANTE
  • IL GUERRIERO
  • IL MARTIRE
  • IL MAGO

Ognuno di questi “Tipi” proietta il proprio compito di apprendimento sul mondo. Le persone governate da un archetipo ne vedranno il traguardo come nobilitante, mentre vedranno ciò da cui l’archetipo fugge come l’origine dei problemi del mondo. Molto spesso le incomprensioni tra le persone nascono proprio perché non teniamo presente questa differenza, questo “filtro” sulla percezione della realtà. Ciascuno stadio ha la sua lezione da insegnarci e solo se la comprendiamo possiamo evolvere. Nella vita dobbiamo pagare il pedaggio trascorrendo un certo tempo in ciascun archetipo. Da oggi quindi, conoscendoli, potete avere consapevolezza dello stadio nel quale siete e qual’è il drago da affrontare per superare le vostre paure senza rimanere paralizzati.

Vediamoli da vicino.

L’ORFANO

L’orfano è un idealista deluso e quanto più grandi sono i suoi ideali rispetto al mondo, tanto peggiore la realtà gli appare. Il mondo gli sembra una giungla dove gli uomini sono vittime o carnefici.

Il sentimento dominante è la paura e la sua motivazione di fondo è la sopravvivenza. Questo stadio difficile da sopportare per l’animo spinge a volte verso le dipendenze di droghe e alcol o verso il lavoro e il consumismo sfrenato come forma di fuga e stordimento. Il superamento consiste nell’uscire dall’innocenza e prendere consapevolezza del fatto che la sofferenza, il dolore, l’indigenza e la morte fanno parte inevitabilmente della vita.

L’orfano si sente impotente di fronte alla vita e mentre dovrebbe imparare a contare su di se cerca invece un ‘genitore’ che possa vegliare su di lui. Alcune donne cercano un Grande Papà, alcuni uomini un Angelo della casa, la donna che offrirà un rifugio dal mondo crudele. Molti cercano un leader politico, il movimento, la causa o l’affare da un milione di dollari che rimetterà tutto a posto.

L’emozione più ricorrente è la rabbia che viene rivolta sia verso se stessi che verso il mondo e verso Dio o i propri genitori.

Avrai sentito risuonare qualcosa durante questa lettura? Infatti L’orfano è un archetipo potente e nessuno ne è del tutto libero per quanto possa essere fortunato.

L’ORFANO IN SINTESI:

Obiettivo sicurezza
Peggior timore abbandono, sfruttamento
Risposta al drago nega che esista o aspetta di essere salvato
Spiritualità vuole un Dio che lo redima e un consigliere religioso che lo autorizzi
Scelte intellettuali, educazione si aspetta le risposte dall’autorità
Relazioni vuole uno o più tutori
Emozioni incontrollate o sorde
Salute fisica vuole il rimedio rapido
Lavoro vuole la vita facile, preferirebbe non lavorare
Mondo materiale si sente povero, vuole vincere alla lotteria, ereditare denaro
Compito/realizzazione la speranza, l’innocenza

IL VIANDANTE

Per il Viandante la vita non è sofferenza ma è un’avventura! Che questo viaggio verso l’avventura sia interiore o esteriore, il viandante compie il rifiuto dei vecchi ruoli sociali che ha impersonato per compiacere gli altri e garantirsi sicurezza per scoprire la propria identità e il proprio fine. Tra questi troviamo uomini che si sono fatti da soli, donne d’affari, persone che si oppongono alla norma convenzionale. Queste persone in genere sono outsider, non apprezzano le risposte che vengono dall’alto e cercano di scoprire le proprie verità. Anche nella vita spirituale affrontano il dubbio, l’oscura notte dell’anima che li può portare ad una fede più matura ed equilibrata.

In una favola il viandante partirebbe il suo viaggio rinchiuso in una torre o in una caverna, prigioniero di una strega o di un essere spaventoso. Il primo compito del viandante è quindi di riconoscere la propria gabbia e gettare rabbia sul carceriere.

Quando sarà il momento di iniziare il suo viaggio, anche se è sposato con figli e amici, si sentirà solo e non c’è modo di evitare questa esperienza. D’altronde se ci pensi: ognuno di noi ha bisogno di un periodo di solitudine per scoprire chi sei veramente.

Il viandante ha bisogno di libertà e di varietà e non di restrizioni, fugge quando si sente braccato. Ciò da cui fugge è l’impegno e per paradosso l’impegno assoluto verso se stesso è quello che deve prendere per evolvere.

IL VIANDANTE IN SINTESI:

Obiettivo indipendenza, autonomia
Peggior timore obbedienza alle regole
Risposta al drago fugge
Spiritualità ricerca Dio per conto proprio
Scelte intellettuali, educazione esplora nuove idee a modo suo
Relazioni ama la solitudine, realizza se stesso
Emozioni le affronta da solo, stoicamente
Salute fisica non si fida degli esperti, fa da sé, si cura in maniera alternativa, ama gli sport solitari
Lavoro “Lo faccio da me”, insegue la vocazione
Mondo materiale diventa una persona che s’è fatta da sé, può sacrificare il denaro all’indipendenza
Compito/realizzazione autonomia, identità, vocazione

IL GUERRIERO

Mentre il Viandante fugge il drago il Guerriero rimane e lo affronta.

Per questo archetipo la morale è che il bene può trionfare sul male e che quando una persona ha il coraggio di combattere per se stessa, di questo ne beneficiano anche gli altri. Questo archetipo ci insegna il nostro potere e ci spinge ad affermare la nostra identità nel mondo. A livello intellettuale ci permette di apprendere quali valori sono più utili e positivi di altri. Il guerriero ci aiuta quindi ad esprimerci e a combattere per ciò che è più importante, fa battere il nostro cuore e vibrare il nostro spirito.

Nella vita questo tipo ha bisogno di un Team, di una squadra per soddisfare il suo grande bisogno di importanza.

Le prime volte che i guerrieri provano ad affermare i propri desideri, inevitabilmente si impegnano spropositatamente e di conseguenza non ottengono risultati particolarmente buoni. Ma allo stadio seguente imparano ad essere più diplomatici e acuti, allora capita più spesso che ottengono quello che vogliono. Spesso dopo che il guerriero si è distaccato dall’attaccamento a un particolare risultato, quando ha messo via se stesso e i suoi desideri, compreso quello di manovrare le persone, scopre che i risultati sono migliori di quanto avessi sperato. E’ a questo punto che il concetto di non attaccamento sia buddista che Cristiano cominciano ad avere un senso e adesso aire utili all’eroe.

Ricorda e impara adesso se sei in questo archetipo che” Chi abbraccia l’amore non imbraccia le armi!”.

IL GUERRIERO IN SINTESI:

Obiettivo forza, efficienza
Peggior timore debolezza, inefficienza
Risposta al drago uccide il drago
Spiritualità evangelizza, converte gli altri, segue regimi e discipline spirituali
Scelte intellettuali, educazione apprende attraverso la competizione, la conquista, la motivazione
Relazioni trasforma o plasma gli altri a piacimento
Emozioni controllate o represse per raggiungere un obiettivo o avere la meglio
Salute fisica adotta regimi e regole di vita, ama gli sport di squadra
Lavoro lavora duro in vista di un traguardo, punta alla ricompensa
Mondo materiale lavora duro per riuscire, sfrutta il sistema a proprio vantaggio punta alla ricchezza
Compito/realizzazione affermazione di sé, fiducia in se stesso, coraggio, rispetto

IL MARTIRE

Mentre l’orfano cerca di liberarsi della sofferenza, il martire la abbraccia, convinto che porterà la redenzione. Alla base del sacrificio del martire c’è il riconoscimento che non ci siamo solo noi al mondo. A volte scegliamo di fare qualcosa non tanto perché lo vogliamo quanto piuttosto perché è bene per qualcun altro o perché crediamo che sia giusto. Per poter interagire con gli altri, un certo sacrificio è necessario.

A volte il sacrificio è un modo che il martire usa per manovrare Dio e gli altri per ottenere ciò che vuole a volte invece un modo di evitare le sfide, i rischi. Ma a volte può anche essere un dono dato liberamente come espressione di autentico amore e interesse umano.a un livello superiore, il martire Crede che il sacrificio di sé salverà gli altri e questo il senso della storia di Cristo: sacrificare se stesso per salvare gli altri.

Un tipico esempio sono le madri che si sacrificano per i figli e per l’intera famiglia. Vi sono casi in cui il sacrificio diventa qualcosa di addirittura sublime come per esempio dedicare l’intera vita ad aiutare gli altri penso ad esempio a madre Teresa di Calcutta e alle tante persone che aiutano gli altri nella nostra società senza ricevere denaro in cambio. Un sacrificio autentico infatti trasforma ed arricchisce.

IL MARTIRE IN SINTESI:

Obiettivo bontà, premura responsabilità
Peggior timore egoismo, insensibilità
Risposta al drago lo acquieta o sacrifica se stesso per salvare gli altri
Spiritualità compiace Dio soffrendo, soffre per aiutare gli altri
Scelte intellettuali, educazione impara o evita di imparare per aiutare gli altri
Relazioni si prende cura degli altri, si sacrifica
Emozioni reprime quelle negative per non ferire gli altri
Salute fisica si impone privazioni, diete per essere bello
Lavoro duro e sgradevole ma necessario, lavora per amore degli altri
Mondo materiale più morale dare che ricevere, più virtuosa la povertà della ricchezza
Compito/realizzazione la capacità di occuparsi degli altri, di rinunciare , di dare il via

IL MAGO

L’archetipo del mago ci parla della creazione, della nostra capacità di creare ciò che prima non esisteva, del nostro diritto al ruolo di collaboratori nella creazione dell’universo. Questo ruolo, non rende soli, in quanto speciali o unici, poiché lo dividiamo, oltre che con tutte le creature umane, con le piante, gli animali, le montagne, le stelle: con tutte le cose e tutti gli esseri. Noi siamo i responsabili della nostra vita.

Il mago, in realtà, è la parte più autentica di noi stessi. Nel momento in cui lo scopriamo, ci convinciamo che l’universo non è qualcosa di statico, e invece qualcosa in continua creazione. Tutti siamo coinvolti in questa creazione, per cui tutti noi siamo Maghi! Per arrivare a questo archetipo dobbiamo almeno aver risolto i nostri problemi a livello di martire. Il mago sa che l’uomo non è vittima della vita ma parte del disvelarsi di Dio.

I maghi si sforzano quindi di vivere in armonia con i mondi naturale e soprannaturale, e fare questo richiede integrità ed equilibrio interiore. I maghi possono utilizzare tutti gli altri archetipi per esprimersi e creare la realtà attorno a loro.

I maghi non tentano di imporre il cambiamento sociale con la forza in quanto riconoscono che gli uomini devono fare i loro viaggi per poter vivere in un mondo pacifico e umano.i maghi sanno che quando apriamo i nostri cuori, abbiamo sempre amore a sufficienza. Quando cessiamo di accumulare: talento, idee, beni materiali, siamo sempre ricchi. Sanno che noi creiamo la povertà con le nostre paure. Ma quando torniamo senza risparmio il dono della nostra vita all’universo e l’uno all’altro, scopriamo il nostro vero lavoro, i nostri veri amori, e viviamo nella pienezza della nostra vera natura, che è sempre buona.

Infine i maghi giungono alla convinzione che la vita può essere gioiosa e abbondante attraverso la concreta esperienza della loro vita.

IL MAGO IN SINTESI:

Obiettivo autenticità, completezza, equilibrio
Peggior timore superficialità e sciatteria interiore, alienazione da sé e dagli altri
Risposta al drago lo integra e lo afferma
Spiritualità celebra l’esperienza di Dio in tutti gli esseri, rispetta i diversi modi di sperimentare il sacro
Scelte intellettuali, educazione fa spazio alla curiosità, impara in gruppo o da solo perché è divertente
Relazioni apprezza le differenze, vuole rapporti fra pari
Emozioni le accoglie in sé e negli altri e impara da esse
Salute fisica apre alla salute, tiene il corpo in esercizio, usa cibi sani
Lavoro lavora nei campi in cui e’ direttamente portato, vede il lavoro come una ricompensa in sé
Mondo materiale si sente ricco sia con tanto che con poco, ha fede che avrà sempre il necessario
Compito/realizzazione gioia – abbondanza – accettazione – fede

 

Spero che il contenuto di questo articolo ti abbia fatto riflettere, se questo tema ti ha conquistato e vuoi approfondire ti suggerisco di leggere il bellissimo libro di Carol S.Pearson: L’EROE DENTRO DI NOI // editore Astrolabio

Vuoi che questo contenuto faccia la differenza per te adesso? Chiediti in quale di questi tipi oscilla la tua vita e scegli verso quale nuovo orizzonte la vuoi riorientare.  Chiediti: COSA HO IMPARATO?

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